Manuela Di Centa, fondista dei tempi d'oro

2/20/2015

Volto storico dello sci nordico azzurro, l'atleta di Paluzza si è resa autrice di una brillante carriera, proseguita poi fuori dalle piste



Stella dello sci di fondo, ora politica e dirigente sportiva nonché conduttrice televisiva, Manuela Di Centa merita sicuramente di essere annoverata tra le figure di spicco dello sport italiano. Esordisce in nazionale nel 1980, inaugurando la sua carriera con la medaglia d’argento ai Mondiali juniores di Oslo nel 1982 nella 5 km a tecnica classica e continuando su questa scia fino alle Olimpiadi di Nagano 1998. Sette medaglie mondiali, sette medaglie olimpiche, due Coppe del Mondo: ecco il palmarès di Manuela Di Centa. Dopo il passaggio di categoria, il primo successo arriva ai Mondiali in Val di Fiemme del 1991, durante i quali vince un argento nella staffetta 4x5 km e due bronzi individuali, nella 5 km e nella 30 km.

Manuela Di Centa a Lillehammer 1994
All’edizione del 1993, a Falun, conquista ancora un argento nella staffetta 4x5 km e un argento individuale nella 30 km, mentre a Thunder Bay nel 1995 all’argento in staffetta abbina un bronzo individuale nella 30 km. In Coppa del Mondo, Manuela Di Centa si aggiudica il trofeo per ben due volte: nel 1994 e nel 1996. Il 1994 è anche l’anno della storica Olimpiade per la fondista azzurra. A Lillehammer - località fortunata per la delegazione italiana, di cui fanno parte anche gli sciatori alpini Alberto Tomba (Alberto Tomba, la "bomba" dello sci alpino) e Deborah Compagnoni (Deborah Compagnoni, la leggenda dello sci alpino) - Manuela Di Centa conquista infatti un oro nella 15 km a tecnica libera e nella 30 km a tecnica classica, un argento nella 5 km a tecnica classica e nell’inseguimento 5 km + 10 km, un bronzo nella staffetta 4x5 km insieme a Stefania Belmondo (Stefania Belmondo, la più grande fondista azzurra di sempre). Prima di allora, aveva vinto una sola medaglia olimpica: un bronzo in staffetta ad Albertville. Nagano 1998 segna ancora il successo delle nostre staffettiste, terze dietro alla Russia e alla Norvegia, ma sancisce anche la fine della attività agonistica di Manuela di Centa.

Manuela Di Centa oggi
Dopo il ritiro, la nostra atleta si dedica alla carriera dirigenziale e a quella politica, diventando addirittura deputata alla Camera, e si è occupata di promuovere lo sport e di diffondere la sua storia e la sua testimonianza, fatta di vittorie e successi, ma anche di sofferenze. All’inizio degli anni ’90, le viene infatti diagnosticata una malattia alla tiroide e Manuela accetta di curarsi per tornare ad essere la campionessa di sempre. Questa vicenda ha avuto una rilevanza fondamentale nella vita sportiva e non della fondista, e ha portato con sé molte polemiche, nonché accuse di doping. La Di Centa ha costantemente negato di essersi dopata e ha giustificato con la malattia la crescita dei parametri ematici in corrispondenza delle competizioni. Di recente, la Di Centa ha preso parte all'edizione 2015 del programma televisivo "Notti sul ghiaccio".

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