Valentina Vezzali, la schermitrice più forte di tutti i tempi

12/22/2015

L'atleta italiana più medagliata della storia, la schermitrice più grande di sempre




“Alle Olimpiadi di Londra 2012 sono stata scelta per fare da alfiera alla delegazione italiana ed è stato per me un grande onore, perché mi sono sentita portatrice di valori, una guida per tutta la squadra. E me ne sono ricordata durante la finale per il bronzo contro la coreana Nam. Avevo perso l’occasione di giocarmi il mio quarto oro consecutivo, quindi ero molto delusa e arrabbiata, ma soprattutto demotivata. Il mio staff ha cercato di ridarmi la giusta carica e sono scesa in pedana. A un certo punto ho sentito che stavo mollando e mi sono detta che non potevo farlo, proprio in virtù di quei valori di cui mi sono fatta portatrice sfilando con la bandiera italiana in mano: sport non significa solo vincere, significa combattere fino alla fine, senza arrendersi mai. Così ho ricominciato a lottare. Dovevo piazzare quattro stoccate in dodici secondi e ce l’ho fatta, costringendo la mia avversaria al minuto supplementare. E ho vinto il bronzo, la mia quinta medaglia olimpica individuale” [Valentina Vezzali alla cerimonia di apertura dei Mondiali di subbuteo 2015]. 



Maria Valentina Vezzali nasce il 14 febbraio 1974 a Jesi, ma i suoi genitori Lauro Vezzali ed Enrica Beneventi sono originari dell’Emilia Romagna. Ultima di tre sorelle, Valentina Vezzali inizia a tirare di scherma a soli sei anni presso il Club Scherma Jesi, la prestigiosa scuola fondata nel 1947 da Ezio Triccoli, colui che è stato il primo maestro di Valentina. Quella che poi sarebbe diventata l’atleta italiana più medagliata di tutti i tempi mostra sin da subito uno smisurato talento per il fioretto e conquista il suo primo traguardo importante nel 1989, quando si laurea Campionessa mondiale nella categoria Cadetti, ripetendo questo risultato nel 1990 e nel 1991 e preannunciando i successi che negli anni immediatamente seguenti avrebbe raccolto nelle file Under 20: due ori, un argento e un bronzo mondiale; due ori europei; tre Coppe del Mondo. 



Nonostante tale straordinario inizio di carriera, Valentina Vezzali non viene convocata per le Olimpiadi di Barcellona 1992, ma entra comunque a far parte della Nazionale maggiore, con la quale partecipa ai Mondiali del 1993 (sesta piazza individuale) e agli Europei del 1992 e del 1993 (rispettivamente, ottavo posto individuale e bronzo individuale). Si tratta delle prime medaglie da professionista per la 29 volte Campionessa italiana assoluta di fioretto, considerando sia i titoli individuali che quelli con la squadra. 

Tra il 1994 e il 1996 Valentina Vezzali si aggiudica un argento e un bronzo individuali e un argento e un oro a squadre ai Mondiali, nonché una Coppa del Mondo, e si prepara per il debutto alle Olimpiadi di Atlanta 1996, dove nel fioretto conquista un oro a squadre e un argento individuale, non riuscendo a strappare il primo posto alla rumena Laura Badea. L’ascesa della “cannibale” delle pedane di scherma diventa a questo punto inarrestabile e prosegue fino al 1999 con due bronzi e un oro individuali e tre ori e un argento a squadre ai Mondiali, due ori e un bronzo individuali e un oro a squadre agli Europei, due Coppe del Mondo, tre ori e due argenti individuali e un oro a squadre alle Universiadi. 



Ai Giochi olimpici di Sidney 2000 Valentina Vezzali conquista un oro a squadre e il primo dei tre ori olimpici individuali consecutivi che la avrebbero fatta entrare definitivamente nella storia del fioretto femminile, poiché soltanto la schermitrice ungherese Ilona Elek prima di lei era riuscita a vincere due Olimpiadi (nel 1936 e nel 1948). Atene 2004 e Pechino 2008 regalano dunque alla leggendaria fiorettista azzurra altri due ori individuali e l’edizione cinese anche un bronzo a squadre. Ad Atene 2004 il fioretto femminile a squadre viene infatti eliminato dal programma olimpico per far debuttare la sciabola femminile individuale e non oltrepassare il limite di dieci eventi di scherma. 



Tra il 2000 il 2008 Valentina Vezzali non sta certo con le mani in mano: quattro ori e un argento individuali e due ori e un argento a squadre ai Mondiali; un oro e due argenti individuali e un oro, un argento e un bronzo a squadre agli Europei; otto Coppe del Mondo; un oro e un argento a squadre alle Universiadi; un oro individuale ai Giochi del Mediterraneo. Risultati straordinari, considerando anche che nel 2005 l’atleta delle Fiamme Oro dà alla luce il suo primo figlio. 

Io faccio scherma per passione. Amo tantissimo questo sport, mi ha regalato tantissimo. E se oggi sono qui è grazie a tutti i sacrifici che ho fatto, alla mia famiglia, al mio allenatore Giulio Tomassini, a tutto lo staff tecnico. Questa è una vittoria di squadra. Sul podio ci sono io, ma ci sono tutte queste persone. Credo che Dio mi abbia dato un grandissimo talento. Il talento è una sorta di vocazione, io ho cercato di dare un senso a tutto questo e sono riuscita a fare veramente qualcosa che non avrei mai immaginato. […] Non ho pensato assolutamente a niente. In caso di parità ultimamente ero sempre io quella a prenderla, però non lo so… Mio figlio era insieme a me, mio marito anche. Questa vittoria è per Pietro. […] Sicuramente il Maestro Triccoli e mio padre dal cielo mi staranno guardando e il Maestro Triccoli, come era solito fare, si starà toccando i baffi orgoglioso, perché mi ha creata lui ed è grazie a mio padre se ho fatto sport e se oggi sono quella che sono” [Valentina Vezzali ai microfoni della Rai dopo la vittoria a Pechino 2008]. 



Ancora affamata di vittoria, Valentina Vezzali annuncia che continuerà a gareggiare fino alle Olimpiadi di Londra 2012, per le quali viene scelta come portabandiera. "Sono emozionata. Rappresento un paese che eccelle in tanti settori in un momento delicato. La mia gara a Londra è inserita nel primo giorno del calendario e so che potrei arrivarci stanca ma non è detto che debba restare fino alla fine della cerimonia come fece Jury Chechi ad Atene. Il mio obiettivo è di riprendere la bandiera tra le mani il giorno dopo sul gradino più alto del podio", afferma Valentina Vezzali nei mesi precedenti i Giochi Olimpici. Fino all’ennesimo grande appuntamento, è ancora pioggia di medaglie e successi: un bronzo e un oro individuali e due ori e un argento a squadre ai Mondiali, un argento e due ori individuali e quattro ori a squadre agli Europei, una Coppa del Mondo e un oro ai Giochi del Mediterraneo. 




Arrivano le Olimpiadi di Londra e Valentina Vezzali va a caccia di record. L’atleta jesina è infatti determinata a giocarsi la conquista del suo quarto oro individuale, ma è costretta a fare i conti con le sue due compagne di squadra Elisa Di Francisca e Arianna Errigo, che finiscono per occupare, rispettivamente, i due gradini più alti del podio. Nonostante la finale le sia sfuggita di mano, Valentina Vezzali si rende autrice di una prestazione straordinaria contro la coreana Nam e recupera quattro stoccate in soli dodici secondi, aggiudicandosi la medaglia di bronzo e andando a completare il leggendario podio tutto azzurro. 



Nemmeno le Olimpiadi di Londra segnano il ritiro della storica fiorettista italiana: “Il mio obiettivo sono le Olimpiadi in Brasile, a Rio de Janeiro. Anche se avrò 42 anni, punto alla vittoria. Sento dentro di me il sacro fuoco della competizione. No, non è ancora il momento di mollare. Diciotto giorni dopo la prima gravidanza, durante la quale avevo preso trenta chili, ero già in gara. E quattro mesi dopo avevo vinto il titolo di campione del mondo. Figuriamoci se mi fermo ora. Ora mi godo la gravidanza, ma poi voglio tornare più forte di prima. La pedana, la medaglia, la gara fanno parte della mia vita” [Valentina Vezzali in un’intervista a “La Repubblica” il 27.11.2012]. 

Come promesso, la schermitrice azzurra torna in pedana meno di tre mesi dopo la nascita del suo secondo figlio e partecipa ai Mondiali di Budapest del 2013, dove si piazza ottava nella gara individuale, ma vince l’oro a squadre. Conquista l’oro a squadre anche nelle rassegne iridate del 2014 e del 2015, rispettivamente portatrici di un bronzo e di un undicesimo posto individuali, mentre porta a casa due ori a squadre e un bronzo e una quinta piazza individuali agli Europei del 2014 e del 2015. Stando alle dichiarazioni della “cannibale” delle competizioni di fioretto, sarà l’edizione 2016 degli Europei a chiudere la sua attività agonistica. 

"La mia carriera si chiuderà a giugno con gli Europei", ha affermato Valentina Vezzali in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport” di fine novembre 2015, complice la mancata qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016. La jesina è stata infatti eliminata al secondo turno del Trofeo Inalpi di Torino e ha perso l’occasione di strappare il pass per le Olimpiadi brasiliane, per la quale l’Italia aveva a disposizione due posti nel fioretto femminile, conquistati da Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca: “Dopo il bronzo individuale a Londra 2012 è maturata la voglia di arrivare fino a Rio. Ho avuto un altro figlio, tornare è stato davvero difficile. Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca sono fortissime ma dopo ci sono io, a 41 anni, con due figli, con tutti gli impegni che ho. Sono la terza italiana, sarei qualificata se ci fosse la prova a squadre a Rio, ma non è cosi. Il regolamento è questo e bisogna rispettarlo. Io ci ho provato, ma l’Olimpiade resta un sogno” [Valentina Valentina Vezzali in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 28.11.2015]. Valentina ha tuttavia annunciato il suo ritiro durante il Mondiale a squadre, disputatosi a fine aprile 2016 e chiuso dal team azzurro con un argento: “Lascio nella consapevolezza di aver dato tutto quello che potevo dare e di aver ricevuto altrettanto”, ha scritto Valentina Vezzali sulla sua pagina facebook, affidando tutte le restanti parole ad un video.




"Il nostro maestro Ezio Triccoli ci diceva che nella vita c'è sempre un inizio e una fine, poi un nuovo inizio. Lo sport mi ha dato tanto ed è bellissimo sapere che dietro di me ci sono tante ragazze bravissime. La scherma vincente resta, ne sono certa", ha dichiarato Valentina Vezzali, riferendosi non solo al promettente futuro della scherma italiana, ma anche al proseguimento della sua carriera da parlamentare



Sposata con il calciatore Domenico Giugliano, Valentina Vezzali ha debuttato anche come personaggio televisivo, partecipando come concorrente alla quinta edizione del programma “Ballando con le stelle”; è testimonial di Kinder Cereali e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e ha pubblicato due autobiografie: “A viso scoperto” (Sperling & Kupfer, 2006) e “Io, Valentina Vezzali” (Baldini & Castoldi, 2012). A maggio 2016 è stata inserita nella Walk of Fame dalla Giunta nazionale del Coni.

Atleta italiana più medagliata della storia e probabilmente schermitrice più forte di tutti i tempi, Valentina Vezzali merita di essere annoverata senza dubbio tra le leggende dello sport internazionale per i suoi risultati, per la sua longevità sportiva, per i valori di cui si è fatta portatrice e testimone, per l’esempio che ha dato e continua a dare. Personaggio controverso che ha fatto parlare di sé non solo per le sue vittorie sulle pedane di fioretto, l’atleta azzurra ha portato la bandiera dell’Italia alta - altissima - nel mondo e ha dato inizio ad una tradizione della scherma italiana che ancora oggi continua sulla scia del trionfo. Ci ha mostrato cosa sono talento, passione e determinazione - nei momenti positivi come in quelli negativi – ci ha regalato l’emozione di nove medaglie olimpiche e più di quaranta medaglie tra Europei e Mondiali, ci ha insegnato che lo sport è una scuola di vita. Per questo e molto altro, grazie Valentina

Sono pronta a sfidare i limiti. La storia li pone, gli uomini devono superarsi per generare altri ostacoli che puntualmente verranno abbattuti. È lo sport, come la vita”. 



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